INDICE
Il senso e l'obiettivo del presente documento
Il primo approccio al diaconato
I valori
Gli impegni
Il cammino di formazione
Verso l'ammissione
Lettorato e accolitato
In vista del Diaconato
Le persone a servizio della comunità diaconale
I diaconi permanenti nella chiesa in Italia nn.6-9
Sono lieto di accompagnare
Con queste righe le pagine
Intitolate " Invito al Diaconato"
Esse non costituiscono in senso tecnico un "documento", non sono un saggio dottrinale sistematico e compiuto, ma nascono dalla riflessione meditata e dalla pratica vissuta dei nostri Diaconi permanenti, ognuno dei quali intesse ogni giorno, da tempo più o meno lungo, la propria risposta alla vocazione specifica.
La diakonia è infatti la risposta ad una chiamata del Signore. Radicata nella verità-carità che è l'anima del Nuovo Testamento, essa s'inquadra nella vicenda storica della Chiesa di oggi e di domani come una forma tipica , non facilmente sostenibile , di quella carità che è anzitutto servizio .
Servizio come imitazione di Cristo - servo -, tradotta nella carità dei sentimenti, delle parole e delle opere, a beneficio dei fratelli e delle sorelle ai quali il Signore manda la sua Chiesa ; dei quali la Chiesa è costituita sia realmente sia potenzialmente.
(Ogni essere umano, che la carità mi propone come termine di amore caritativo e di servizio nel ben - volere e nel ben - fare , quand'anche non sia battezzato, entra nel circuito vivo della chiesa, corpo mistico di Cristo).
"Invito al Diaconato"
non vuole essere un testo normativo, ma piuttosto un momento di sintesi del cammino compiuto sinora dalla Comunità Diaconale nella nostra Chiesa Vicentina.Esso, ha come obiettivo primario quello di fissare alcune convinzioni e di indicare le scelte concrete che hanno accompagnato e contraddistinto nei tempi recenti il percorso della comunità diaconale, sia nella fase della formazione, sia in quella dell'esercizio del ministero.
Esso vuole altresì aiutare sia i Diaconi, sia coloro che aspirano al ministero diaconale ordinato, sia infine coloro che vorrebbero saperne di più, nell'assunzione di notizie utili, certe e di convinzioni che aprono il cuore all'esercizio e all'accrescimento della carità diaconale.
La pubblicazione vede la luce in questo tempo, perché giusto vent'anni or sono la Rivista della Diocesi pubblicava le prime indicazioni per il diaconato permanente, mentre nell'Ottobre dello stesso anno -1982-, aveva inizio in questa nostra amata Chiesa vicentina l'itinerario formativo.
In questi vent'anni il numero dei Diaconi è andato via via crescendo: dei 26 attualmente in attività, ho avuto la grazia di poterne ordinare 22.
Ho quindi, qualche titolo di particolare affetto per questa comunità, che ha anche nella specificità della vita coniugale di molti di loro, il carattere di una famiglia, nella quale ci si vuol bene e si cerca di far e del bene, secondo lo spirito evangelico di Colui che continua a dichiarare : " Ecco, il Figlio dell'uomo sta in mezzo a voi come uno che serve " (cfr.Lc 22,27).
A Lui, per l'intercessione di Maria, l'ancella del Signore, chiedo di proteggere, confortare e colmare di grazia i nostri Diaconi e tutta la Chiesa della quale sono a servizio.
Vicenza 8 settembre 2002 , Natività di Maria
+ Pietro Nonis , vescovo
IL SENSO E L'OBIETTIVO
DEL PRESENTE DOCUMENTO
A partire dalla decisione del Concilio Vaticano II di ripristinare il diaconato nella chiesa latina come momento stabile del ministero ordinato alla comunità cristiana, sono apparsi diversi documenti con lo scopo di promuovere la nascita e ordinare la crescita del diaconato.
In particolare ricordiamo:
Questi documenti presentano in maniera ampia ed esauriente il diaconato, sia nella sua dimensione teologica che nella prassi di esercizio del ministero. Nel loro insieme consentono di percepire lo sviluppo della riflessione sia della chiesa universale che della chiesa particolare. Essi fanno da sfondo alle presenti pagine e li diamo per acquisiti.
Le pagine che seguono invece propongono un obiettivo più immediato: presentare, in maniera narrativa, il cammino concreto di un cristiano della nostra diocesi, dal momento in cui si affaccia nella sua storia personale l'ipotesi del diaconato fino al giorno della sua ordinazione e poi l'inizio del suo ministero.
Una presentazione che nasce dall'esperienza ordinaria, quotidiana, così come il diaconato è stato vissuto ed è attualmente compreso nella nostra comunità diaconale.
IL PRIMO APPROCCIO
AL DIACONATO
Ognuno di noi si è accostato al diaconato secondo modalità e interessi personali, specifici per ciascuno:
L'elenco potrebbe continuare.
Tutte queste motivazioni portano a confrontarsi con determinati valori e domandano conseguentemente degli impegni.
I VALORI
A
ll'origine c'è un interrogarsi sul come essere protagonista, responsabile, del cammino di fede personale, della propria famiglia, della comunità e della chiesa.Per esempio: ho da poco superato i quarant'anni, ho un lavoro sicuro, stabilità economica, i figli stanno diventando grandi e si comincia a respirare e a guardarsi attorno;
oppure : sono celibe, ho il mio stipendio e sono impegnato generosamente in diverse realtà ecclesiali e civili; ma sento dentro di me che il vangelo, la parola più vera pronunciata nella mia vita e nella storia dell'u manità non è al centro
La mia esistenza manca di sapore, è insipida.
Come potrei aiutare questa comunità che amo, a essere veramente significativa agli occhi degli uomini?
Perché, è vero che a volte mi lamento che l'essere della chiesa è lontano dalla vita nostra, ma invece di lamentarmene, stavolta ho deciso di fare diversamente.
Mi faccio io carico dell'impegno di far sì che il parlare della chiesa raggiunga anche i linguaggi più lontani, gli orecchi più ostici, le mentalità più restie e che il vangelo giunga in modo autorevole e competente anche là dove non si sarebbe mai pensato potesse arrivare; cominciare, ovviamente ,dalla mia vita e dalla mia mentalità.
" In questo, modo la chiesa può vincere la tentazione dell'efficientismo e testimoniare il primato irrinunciabile della trasparenza, che non ferma l'attenzione su di sé ma invita gli uomini a prolungare lo sguardo verso Dio". (vd. I diaconi permanenti nella chiesa in Italia , 8-9).
GLI IMPEGNI
Anzitutto se ne parla in famiglia, con la moglie, se sposato, e anche con i figli; se ne parla con molta libertà e onestà, perché anche loro non sono estranei a questo cammino, anzi saranno proprio loro i primi a richiamare, nel caso questa scelta corra il rischio di diventare una fuga.
Se ne parla con i preti della propria comunità, e poi ci si indirizza alla comunità diaconale della diocesi.
La comunità diaconale ritiene importante all'inizio, non semplicemente a partire dai documenti della chiesa, ma proprio dalla sua esperienza personale:
La durata complessiva di questo primo periodo non è facile da determinarsi: dipende dal tempo che si può concretamente dedicare alla scuola , dall'età e dalla condizione lavorativa, dagli impegni che già si hanno e che magari richiedono tempo per essere dismessi ecc.. Si fa sempre in modo che il cammino proposto risponda alla situazione concreta del singolo .
In particolare, per chi è sposato, la chiamata è una luce che si rivolge al singolo, ma che allo stesso tempo, viene a illuminare il cammino della coppia; interpella entrambi e poi ognuno risponde secondo il proprio specifico.
Questo significa concretamente che gli impegni vanno assunti prevedendo, sia di prendersi il tempo necessario per un serio confronto al riguardo, all'interno della coppia e sia, per quanto possibile, la presenza della moglie stessa, al cammino.
Il cammino non deve distrarre dal proprio impegno né di sposo né di padre.
Alla fine di questo periodo di ricerca si entra nell'itinerario
"ufficiale", che consiste anzitutto nel partecipare al cammino della comunità diaconale, luogo privilegiato di confronto, di verifica e di orientamento nella preparazione al diaconato.Questa, sarà l'occasione per informare ufficialmente la comunità cristiana di appartenenza.
CAMMINO DI FORMAZIONE :
Oltre le motivazioni più immediate, lo sguardo ora si fissa sulle ragioni più profonde della propria chiamata. Sostenuti i corsi e gli esami almeno del primo anno di teologia, si entra nel momento comunitario del cammino. Questo si articola in due impegni :
Il primo tema si propone di centrare, sempre più, il proprio cammino spirituale su Gesù,
il quale non venne per essere servito ma per servire." I diaconi infatti sono chiamati a esprimere , secondo la loro grazia specifica, la figura di Gesù Cristo servo, ricordando anche ai presbiteri e ai vescovi la natura ministeriale del loro sacerdozio, e animando con essi, mediante la parola, i sacramenti e la testimonianza della carità, quella diaconia che è vocazione di ogni discepolo di Gesù e parte essenziale del culto spirituale della chiesa"
( I diaconi permanenti nella Chiesa in Italia, 7 ).La lettura del documento CEI offre a sua volta una visione d'insieme del ministero diaconale , sia nelle motivazioni sia nella formazione sia nel suo successivo esercizio, consentendo di inserire in un orizzonte più ampio la decisione di chiedere al Vescovo l'ammissione tra i candidati al Diaconato.
Si tratta del passaggio centrale nel cammino di formazione: da una parte il vescovo, tramite il delegato e i diversi responsabili della formazione, si impegna a esprimere un discernimento ufficiale nei confronti del candidato e dare così un parere decisivo circa il prosieguo del cammino; dall'altra il candidato dichiara pubblicamente, di fronte al Vescovo e alla chiesa diocesana , l'impegno a portare a termine la preparazione per essere pronto a dedicarsi al servizio di Dio e degli uomini nell'Ordine.
Al momento dll'Ammissione le spose dei candidati coniugati manifestano pubblicamente davanti al Vescovo e alla chiesa , il loro consenso circa il cammino del marito.
LETTORATO E ACCOLITATO
Nell'ammissione i candidati ricevono una benedizione " affinché possano perseverare nella vocazione e , sempre più intimamente uniti a Cristo sommo sacerdote, diventino autentici apostoli del Vangelo ".
Pertanto l'itinerario prosegue mettendosi, in modo sempre più preciso, alla scuola delle due mense, alle quali ogni ministero nella chiesa si alimenta: quella della Parola e quella dell'Eucarestia.
Il servizio poi alla Parola che convoca e raduna la chiesa viene approfondito :
Questo percorso, orientativamente della durata di un anno si conclude con l'istituzione al ministero di Lettori.
Nella coscienza poi che " partecipando con i fratelli all'unico pane si forma con essi un unico corpo " si matura la disponibilità a diventarne responsabili.
Infine l'amore sincero al corpo mistico del Cristo , che è il popolo di Dio , si racconta nella preferenza ai poveri e agli infermi
.Di qui un cammino che si articola attorno a tre aspetti :
Alla fine di questo periodo, anch'esso orientativamente della durata di un anno, si viene
istituiti Accoliti.IN VISTA DEL DIACONATO
Il cammino di preparazione si avvia a conclusione: l'impegno scolastico, nella sua dimensione istituzionale, deve essere concluso; la vita famigliare ha trovato un suo equilibrio mentre si sono delineati in maniera nitida i compiti e le responsabilità che colorano in maniera specifica il servizio di ciascuno.
Si può definire , l'ultimo periodo della preparazione, come momento della sintesi:
a partire dai documenti della Chiesa e dai testi "classici" della Scrittura, ci si confronta in maniera sincera con il cuore del ministero che ci si prepara ad assumere .
Certamente si dedicherà del tempo ad esaminare i compiti liturgici, e non, che il diaconato comporta con tutto l'aspetto canonico.
In particolare , questo sarà il periodo durante il quale ci si deve innamorare in maniera definitiva del gesto di Gesù :
inginocchiarsi davanti a ogni uomo, fermandosi con più premura davanti a colui che poi ti rinnega, e lavargli i piedi.Diventare, con l'esempio prima ancora che con la parola, nella comunità e nella vita quotidiana di ogni uomo, sacramento di quel gesto e di quel maestro che rivela tutta l'unicità della sua signoria nel farsi servo.
Alla fine di questo periodo ci sarà un incontro "istituzionalizzato" con il vescovo.
Il candidato gli presenterà la domanda di ordinazione, secondo le modalità previste dalla chiesa universale; anche qui viene inserito il consenso scritto , di proprio pugno , dalla sposa, per coloro che sono sposati.
Si è cercato di vedere se fosse possibile scegliere , per l'ordinazione diaconale una data fissa che diventasse significativa a livello diocesano.
Le prime ordinazioni si sono tenute attorno alla festa dell'Immacolata, e questa è una della ragioni per le quali la due/tre giorni di spiritualità che si fa ogni anno, viene possibilmente tenuta in quel periodo
In altre occasioni, si è scelta la festa di santo Stefano, assieme ai diaconi del Seminario, in Cattedrale.
Momenti ancora diversi quando l'ordinazione si è tenuta nella parrocchia del candidato.
Tutte queste scelte presentano aspetti validi, sarà premura della comunità, tenerne conto.
VIVERE DA DIACONI
Con l'ordinazione la presenza del diacono nella comunità è segnata dal nuovo titolo di " segno vivo di Gesù, Signore e servo di tutti ".
L'esperienza fin qui condotta rende arduo precisare "un" ambito di esercizio del ministero diaconale , anche se ci si ritrova nelle diverse caratteristiche e modalità presenti nei diversi documenti .
Rimane ancora centrale, il dato del piccolo numero, il quale fa sì che il diaconato sia da una parte troppo segnato dalla modalità di ogni singolo e dall'altra, ogni esperienza, per quanto significativa, resta sempre singolare.
Questo obbliga la comunità diaconale a ricercare, a riflettere costantemente, a verificare e a lasciarsi verificare per permettere alla chiesa vicentina un cammino di sperimentazione che, nell'arco di alcuni decenni, conduca a figure di ministero innovative e significative .
Ogni servizio è conferito dal Vescovo con il mandato; con esso vengono ufficialmente riconosciute e messe per iscritto le caratteristiche specifiche del servizio di ognuno, evidenziate durante il cammino di preparazione.
Oltre all'incarico specifico , ogni singolo diacono si impegna a :
In particolare,
segno importante dell'esercizio del ministero è vivere del lavoro delle proprie mani . La comunità inoltre si impegna a finanziare con la cassa comune le proprie attività, assumendo impegni stabili di carità, come finora si è fatto.
LE PERSONE A SERVIZIO DELLA
COMUNITA' DIACONALE
Il
Vescovo : è lui che impone le mani " per il suo servizio" a favore della comunità diocesana.E' importante ricordare che l'unione con lui si realizza anzitutto nell'attenzione al cammino pastorale della diocesi.
Proprio perché il diacono è suo ministro, il legame con il vescovo passa attraverso la capacità di andare oltre i confini della propria comunità e del proprio personale servizio, per seguire l'insieme del cammino della chiesa di Dio che è in Vicenza.
Gli incontri personali, iniziati nel cammino formativo, proseguiranno dopo l'ordinazione per coltivare un legame di sincera amicizia che diventi segno della qualità della diaconia.
Questo legame va coltivato anche con la comunità diaconale. E' infatti attraverso di lui che si sviluppa una relazione profonda con il presbiterio .
Il Delegato
, nominato dal vescovo :Il Responsabile della formazione intellettuale
che può per ora essere positivamente identificato, come è fino ad oggi, con il Direttore dell'ISR e delle diverse scuole di formazione teologica diocesana; spetta a lui, valutare i diversi cammini compiuti dai candidati, suggerire itinerari, consigliare completamenti e proporre opportuni aggiornamenti , anche per gli ordinati.Il Responsabile della formazione spirituale,
il quale coordina l'aspetto spirituale del cammino formativo.Egli si rende inoltre disponibile alla direzione spirituale . Come sperimentato finora, è bene partecipi in pienezza al cammino della comunità diaconale, sia agli incontri di preparazione degli aspiranti che dei diaconi ordinati.
I Diaconi
, che progressivamente sono chiamati ad assumersi una responsabilità sempre più diretta nella comunità diaconale, prima nella formazione e poi nell'accompagnamento delle diverse esperienze degli ordinati.Finora essi si sono assunti il compito di tenere gli incontri di formazione e stanno avviando un lavoro di introduzione e accompagnamento per coloro che iniziano il cammino. Sarà importante proseguire su questa strada e verificare il livello di corresponsabilità nella comunità.
Uno strumento di verifica assai credibile a questo riguardo, sarà lo spazio che il diacono avrà e accetterà di occupare in riferimento al discernimento delle chiamate al diaconato.
La Commissione diocesana per il diaconato permanente
. Questa la sua attuale composizione ( per il momento ) : Il vescovo , il vicario generale, il delegato, i responsabili per la formazione intellettuale e quella spirituale, il responsabile dell'ufficio della pastorale, il responsabile della formazione permanente, un paio di parroci - per ora scelti tra coloro che hanno diaconi -, tre diaconi (a rotazione ogni due mandati).La commissione resta in carica tre anni. La frequenza degli incontri è di tre all'anno. Suo compito è essenzialmente di verificare l'insieme del cammino della comunità in tutti i suoi diversi aspetti.
Preti delle diverse comunità
: con i loro diaconi si incontreranno stabilmente due volte all'anno, alla presenza del vescovo, come fatto finoraE' questo infatti un luogo unico, dove uomini e donne della comunità cristiana, con servizi diversi, costituiscono un vero laboratorio di ricerca sul ministero ordinato al servizio del cammino di fede di tutto il popolo di Dio.
Infine , un obiettivo concreto che la comunità diaconale desidera porsi nei prossimi anni è di individuare una sede per la comunità. Finora ci si è incontrati nelle case, dove e quando possibile. Ma crescendo il numero, è diventato sempre più, punto di riferimento il Seminario Teologico.
Il Seminario è il luogo dove si preparano tutti gli altri ministri ordinati - anche i vescovi sia pure a lunga scadenza -.
Da parte di tutti si è apprezzata l'ospitalità , la vicinanza e l'amicizia che può nascere con gli studenti di teologia. Questo riferimento certamente non va perso, ma è pure importante individuare modalità e spazi di una presenza specifica e significativa nel territorio della diocesi.
APPENDICE
LUMEN GENTIUM n.29
Nel grado inferiore della gerarchia stanno i Diaconi, ai quali sono imposte le mani ' non per il sacerdozio, ma per il ministero '. Infatti, sostenuti dalla grazia sacramentale, nel ministero della liturgia , della predicazione e della carità servono il Popolo di Dio , in comunione con il vescovo e con il suo presbiterio.
E' ufficio del Diacono, conforme gli sarà stato assegnato dalla competente autorità, amministrare solennemente il battesimo, conservare e distribuire l'Eucaristia, in nome della Chiesa assistere e benedire il matrimonio, portare il viatico ai moribondi, leggere la sacra Scrittura ai fedeli, istruire ed esortare il popolo , presiedere al culto e alla preghiera dei fedeli, amministrare i sacramentali, presiedere al rito funebre e alla sepoltura.
Dedicati agli uffici di carità e di assistenza, i Diaconi si ricordino del monito di S. Policarpo: " Misericordiosi, attivi, camminino nel mondo secondo la verità del Signore, il quale si fece servo di tutti".
E siccome questi uffici, sommamente necessari alla vita della Chiesa, nella disciplina oggi vigente della Chiesa latina in molte regioni difficilmente possono essere esercitati, il Diaconato potrà in futuro essere restituito come proprio e permanete grado della gerarchia.
Spetterà poi ai competenti ceti Episcopali territoriali di vario genere decidere, con l'approvazione dello stesso Somma Pontefice, se e dove sia opportuno che tali Diaconi siano istituiti per la cura delle anime.
Con il consenso del Romano Pontefice questo diaconato potrà essere conferito a uomini di età matura anche viventi nel matrimonio, e così pure a giovani idonei, per i quali deve rimanere ferma la legge del celibato." (21.XI.1964)
Da " I diaconi permanenti nella chiesa in Italia. Orientamenti e norme" della Conferenza Episcopale Italiana del 1 giugno 1993 - nn.6-9
6 ... La Conferenza episcopale italiana, da parte sua, nel documento pastorale: Evangelizzazione e ministeri afferma : "Col ripristino del diaconato permanente , la chiesa ha la consapevolezza di accogliere un dono dello Spirito e di immettere così nel vivo tessuto del corpo ecclesiale energie cariche di una grazia peculiare e sacramentale, capaci perciò di maggiore fecondità pastorale. Il diaconato concorre così a costituire la chiesa e a darne un'immagine più completa e più rispondente al disegno di Cristo, e più in grado, per interna e spirituale potenza, di adeguarsi a una società che ha bisogno di fermentazione evangelica e caritativa, nei piccoli gruppi, nei quartieri e nei caseggiati " (n.60).
7 ... La teologia, alla luce e sotto la guida del magistero della chiesa, è oggi in grado di illustrare in termini chiari, anche se bisognosi di approfondimenti, che sono da incoraggiarsi, la natura e il significato ecclesiale del diaconato permanente: dipendente dall'episcopato e ad esso collegato nel contesto della successione apostolica, esso è un grado del sacramento dell'ordine, e, come tale, imprime il carattere e infonde in chi lo riceve una grazia sacramentale specifica.
L'ordinazione sacramentale, proprio in quanto tale, configura secondo una modalità loro specifica i diaconi a Gesù Cristo. Essi sono costituiti nella chiesa come segno vivo di Gesù, Signore e servo di tutti.
Sono consacrati e mandati al servizio della ecclesiale, sotto la guida del vescovo con il suo presbiterio.
Come popolo di Dio al quale sono dedicati, i diaconi trovano la loro norma permanente e la loro identità fondamentale nella fedeltà al Vangelo e, illuminati dai segni dello Spirito, vivono e realizzano la loro missione in modalità che variano secondo il contesto storico concreto entro cui essa si svolge.
I diaconi partecipano del servizio ecclesiale secondo la specificità e la misura dell'ordine ricevuto: non sono ordinati per presiedere l'Eucaristia e la comunità, ma per sostenere in questa presidenza il vescovo e il presbiterio.
Proprio attraverso questa disponibilità essi sono chiamati ad esprimere, secondo la loro grazia specifica, la figura di Gesù Cristo servo, ricordando così anche ai presbiteri e ai vescovi la natura ministeriale del loro sacerdozio, animando con essi, mediante la Parola, i sacramenti e la testimonianza della carità, quella diaconia che è vocazione di ogni discepolo di Gesù e parte essenziale del culto spirituale della chiesa.
8 ... Il ministero diaconale pertanto custodisce e testimonia la disponibilità della chiesa, sia nella sua pastorale ordinaria sia nella sua missione ad gentes, a vivere la dimensione missionaria propria di quel popolo che Dio manda agli uomini nella concretezza della loro storia. E' grazie a questa rinnovata coscienza di chiesa che il concilio Vaticano II ha restaurato il diaconato permanente.
L'esperienza di questi decenni ha confermato la verità dello stesso legame che esista tra questa prospettiva ecclesiale e pastorale e la fecondità dell'esercizio del ministero diaconale.
Tale coscienza, radicata e maturata nella fede, invita e sollecita l'intera comunità cristiana, e in particolare i pastori e i membri dei consigli presbiterali e pastorali, a un attento discernimento, nell'ascolto di " ciò che lo Spirito dice alle Chiese " (Ap 2,7 ).
Da una parte infatti la grazia del diaconato può condurre a un profondo rinnovamento del tessuto cristiano delle comunità ecclesiali mediante la testimonianza della carità, dall'altra parte, come confermano anche sia l'antica sia la più recente esperienza ecclesiale, sono le varie situazioni in atto nelle chiese a suggerire i diversi modelli di esercizio del ministero diaconale.
9 ... E' questa, in realtà la lezione più importante che ci viene dall'esperienza di questi primi decenni dal ripristino del ministero diaconale. Il senso del diaconato e il suo esercizio devono essere visti in relazione a una chiesa che cresce nella consapevolezza di essere chiesa missionaria, impegnata in cammini pastorali che, lungi dal ridursi ad un'opera di semplice conservazione, si aprono coraggiosamente alle sempre nuove sollecitazioni dello Spirito.
Essa è il popolo profetico che annuncia la Parola che salva ed è segno e lo strumento del Vangelo della carità.
In essa ogni servizio deve essere eco umile e generosa del servizio stesso di Gesù Cristo.
In tal modo la chiesa può vincere la tentazione dell'efficientismo e testimoniare il primato irrinunciabile della trasparenza " che non ferma l'attenzione su di sé, ma invita gli uomini a prolungare lo sguardo verso Dio ".
Il servizio diaconale, contribuisce a far crescere la comunità ecclesiale secondo quella " cultura di comunione " le cui caratteristiche sono state proposte alla chiesa italiana all'inizio degli anni '80.
In particolare il diaconato può dare i suoi frutti migliori nel contesto di progetti pastorali improntati a corresponsabilità e nei quali il ministero ordinato sia chiamato ad animare e a guidare, non a sostituire, la vivacità degli impulsi che lo spirito suscita nel popolo di Dio.
In questo senso si può riferire per analogia anche ai diaconi quanto il concilio raccomanda ai presbiteri: " Sapendo discernere quali spiriti abbiano origine da Dio (cf. 1 Gv 4,1), essi devono scoprire con senso di fede i carismi, sia umili che eccelsi, che sotto molteplici forme sono concessi ai laici, devono ammetterli con gioia e fomentarli con diligenza " ( Presbiterorum ordinis, 9 ).